La chirurgia estetica può rappresentare per molte donne un modo per sentirsi meglio con il proprio corpo, recuperare sicurezza o correggere un disagio che le accompagna da anni. Non c’è nulla di sbagliato nel desiderio di piacersi. Ma quando si parla di seno rifatto in età matura, una domanda merita di essere posta: fino a che punto l’intervento migliora l’armonia del corpo e quando, invece, rischia di produrre un risultato poco naturale?
Con il trascorrere degli anni il corpo cambia. La pelle perde progressivamente elasticità, i tessuti si modificano e anche il seno segue il naturale processo di invecchiamento. È fisiologia, non un difetto.
Eppure capita di osservare risultati estetici nei quali, su un corpo maturo, compare un seno estremamente pieno, alto, rigido e talvolta aumentato considerevolmente di volume.
Il problema non è rifarsi il seno
Occorre essere chiari: non è l’intervento estetico in sé a dover essere criticato.
Una mastoplastica può avere motivazioni estetiche, ricostruttive o personali perfettamente comprensibili. In determinate situazioni può contribuire concretamente al benessere psicologico della persona.
La questione riguarda piuttosto la ricerca dell’eccesso.
Un seno proporzionato alla corporatura e all’età può produrre un risultato elegante e naturale. Volumi eccessivi o forme troppo rigide possono invece creare un contrasto evidente con il resto del corpo.
Più grande significa davvero più bello?
È probabilmente questa la domanda centrale.
La chirurgia estetica moderna dispone di possibilità enormi, ma poter aumentare una misura non significa necessariamente che farlo rappresenti la scelta esteticamente migliore.
L’obiettivo dovrebbe essere l’armonia complessiva della figura, non la ricerca di una parte del corpo apparentemente perfetta considerata isolatamente.
Un buon risultato dovrebbe quasi non far pensare immediatamente a un intervento chirurgico.
Invecchiare non significa rinunciare alla propria femminilità
C’è poi un tema culturale più ampio. Alle donne viene spesso trasmesso il messaggio che ogni segno dell’età debba essere combattuto.
Ma maturità e femminilità non sono incompatibili.
Prendersi cura di sé, ricorrere alla medicina estetica o alla chirurgia è una scelta personale. Allo stesso modo, accettare alcuni cambiamenti naturali del proprio corpo non significa trascurarsi.
La libertà autentica dovrebbe essere proprio questa: scegliere senza sentirsi obbligate a sembrare ventenni a sessanta o settant’anni.
La parola chiave dovrebbe essere equilibrio
Quando si decide di affrontare un intervento, il confronto con un chirurgo plastico qualificato è fondamentale. Proporzioni, qualità dei tessuti, condizioni generali e aspettative della paziente devono essere valutate individualmente.
Non esiste una misura ideale valida per tutte.
Esiste invece la possibilità di cercare un risultato coerente con il proprio corpo.
Perché la chirurgia estetica può certamente migliorare ciò che non ci fa stare bene, ma quando rincorre un’immagine artificiale rischia di ottenere l’effetto contrario.
La bellezza non dovrebbe cancellare l’età. Dovrebbe accompagnarla con armonia.
Redazione CONTEMAX Magazine
Dr. Massimo Granelli giornalista editore

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