EMILIA-ROMAGNA, DOMANI SI TORNA A SCUOLA: NON È SOLO UNA CAMPANELLA, È UN NUOVO INIZIO

Il 15 settembre riaprono le aule. Zaini pronti, sveglie anticipate e migliaia di ragazzi di nuovo tra i banchi: tra emozioni, amicizie, aspettative e qualche inevitabile preoccupazione prende il via l’anno scolastico 2026/2027

di Redazione CONTEMAX Magazine

Ci siamo. Le vacanze estive diventano fotografie, ricordi, viaggi e giornate trascorse con gli amici. Domani, martedì 15 settembre, in Emilia-Romagna torna a suonare la campanella.

Per migliaia di bambini e ragazzi sarà il ritorno in un’aula conosciuta. Per altri sarà invece una porta completamente nuova: la prima elementare, l’ingresso alle medie, il primo giorno alle superiori. E poi ci saranno coloro che inizieranno l’ultimo anno, con quella maturità che oggi sembra ancora lontanissima ma che arriverà molto più velocemente di quanto immaginino.

Il calendario ufficiale regionale stabilisce l’inizio delle lezioni il 15 settembre 2026 e la conclusione il 5 giugno 2027, interessando il primo ciclo di istruzione e il secondo ciclo del sistema di istruzione e formazione.

Quella sveglia che domani suonerà troppo presto

Dopo settimane senza orari scolastici, domani mattina torneranno le sveglie. Colazione veloce, zaini sulle spalle, autobus da prendere, genitori che accompagnano i più piccoli e traffico davanti agli istituti.

È una scena che si ripete ogni settembre, eppure non è mai veramente uguale.

Dietro ogni cancello che si apre ci sono storie differenti. C’è chi non vede l’ora di riabbracciare i compagni e chi avrebbe voluto altre settimane d’estate. C’è chi entrerà sorridendo e chi nasconderà un po’ di paura. Ci saranno genitori emozionati, soprattutto davanti alle scuole primarie, magari più agitati dei propri figli.

E ci saranno insegnanti e personale scolastico chiamati ancora una volta a svolgere un compito che va molto oltre programmi, registri e interrogazioni.

La scuola non è soltanto voti

Parlando di scuola, troppo spesso il dibattito finisce per concentrarsi esclusivamente su voti, verifiche, compiti e risultati.

Ma una scuola è molto di più.

È uno dei primi luoghi nei quali un giovane impara a confrontarsi con persone diverse da sé. Qui nascono amicizie destinate talvolta a durare una vita, ma arrivano anche delusioni, discussioni, sconfitte e rivincite.

A scuola si può scoprire una passione che diventerà una professione. Si può incontrare un insegnante capace di cambiare il modo di guardare il futuro. E si può comprendere che sbagliare una verifica non significa aver fallito nella vita.

In un’epoca dominata dagli smartphone, dai social network e ora anche dall’intelligenza artificiale, la scuola affronta inoltre una sfida ancora più grande: insegnare ai ragazzi non soltanto a trovare informazioni, ma a comprenderle, verificarle e sviluppare un pensiero proprio.

Un settembre che in Emilia-Romagna, per qualcuno, è iniziato prima

Quest’anno c’è anche una particolarità. Con il progetto sperimentale regionale “Settembre insieme”, migliaia di bambini delle primarie hanno avuto la possibilità di rientrare anticipatamente negli istituti attraverso attività educative, ricreative, sportive, linguistiche e STEM.

Secondo i dati regionali più recenti, sono stati oltre 8.000 i bambini partecipanti, in un progetto pensato anche per offrire un sostegno concreto alle famiglie nelle settimane precedenti all’apertura ufficiale.

Domani, però, arriva il vero momento collettivo: le aule tornano a riempirsi in tutta l’Emilia-Romagna.

Anche le famiglie tornano a scuola

Il 15 settembre non cambia soltanto la giornata degli studenti.

Riparte la grande macchina familiare fatta di orari da incastrare, trasporti, mense, attività sportive, compiti, riunioni e colloqui. Per molti genitori conciliare lavoro e scuola continua a rappresentare una delle difficoltà più concrete della quotidianità.

E proprio per questo la scuola non può essere considerata un mondo separato dal resto della società. Quello che accade dentro un’aula riguarda tutti: famiglie, istituzioni, imprese e territori.

Perché i ragazzi che domani entreranno nelle nostre scuole saranno gli adulti ai quali consegneremo l’Emilia-Romagna di domani.

Ai ragazzi: portate a scuola anche i vostri sogni

Alla vigilia della prima campanella, CONTEMAX Magazine vuole rivolgere soprattutto un pensiero a loro.

Ai bambini che domani stringeranno per la prima volta la mano di una maestra. Agli adolescenti che cercheranno gli amici appena oltrepassato il cancello. A chi cambierà scuola e avrà paura di non riuscire a inserirsi. A chi studia con facilità e a chi dovrà impegnarsi il doppio. A chi ha già deciso cosa farà da grande e a chi, invece, non ne ha ancora la minima idea.

Non abbiate fretta di conoscere tutte le risposte.

La scuola serve anche a questo: a imparare a fare le domande giuste.

Domani mettete nello zaino libri, quaderni e penne. Ma lasciate un po’ di spazio anche alla curiosità, alle amicizie, agli errori e ai sogni.

Perché un nuovo anno scolastico non comincia soltanto quando suona una campanella. Comincia ogni volta che un ragazzo scopre qualcosa che ieri non conosceva.

Buon anno scolastico 2026/2027 a tutti gli studenti, agli insegnanti, al personale scolastico e alle famiglie dell’Emilia-Romagna.

Dr. Massimo Granelli giornalista editore

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