Il nuovo bando aumenta di 100mila euro le risorse rispetto al 2024. Ripamonti: gli immobili sottratti alla criminalità devono tornare patrimonio delle comunità.
GENOVA – Trasformare i beni sottratti alla criminalità organizzata in spazi nuovamente utili alla collettività. È questo l’obiettivo del nuovo intervento della Regione Liguria, che mette a disposizione 700mila euro per sostenere i Comuni nel recupero e nella valorizzazione degli immobili confiscati.
La dotazione finanziaria cresce di 100mila euro rispetto all’edizione 2024, rafforzando così il sostegno agli enti locali impegnati nel restituire questi beni al territorio.
Da simboli della criminalità a patrimonio della comunità
Un immobile confiscato non rappresenta soltanto un bene materiale. La sua restituzione alla collettività assume anche un forte valore simbolico: ciò che era stato acquisito attraverso attività criminali può diventare uno spazio destinato a servizi, iniziative e progetti per i cittadini.
È proprio su questo principio che si basa il nuovo bando regionale.
L’assessore regionale al Patrimonio Paolo Ripamonti ha sottolineato come un bene sottratto alla criminalità debba tornare a essere patrimonio della collettività.
L’aumento delle risorse punta quindi ad aiutare concretamente i Comuni nelle operazioni necessarie per recuperare immobili che, senza adeguati interventi, rischierebbero di rimanere inutilizzati.
Il ruolo fondamentale dei Comuni
Gli enti locali rappresentano un passaggio decisivo nel percorso di riutilizzo dei beni confiscati.
Recuperare un edificio significa spesso affrontare lavori di ristrutturazione, adeguamenti e costi che possono risultare difficili da sostenere per le amministrazioni comunali, soprattutto quelle di dimensioni più ridotte.
Le risorse regionali possono quindi contribuire a rendere concretamente utilizzabili immobili destinati successivamente ad attività di interesse pubblico.
Legalità significa anche restituzione
La confisca rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali lo Stato colpisce gli interessi economici della criminalità organizzata. Ma il percorso acquista un significato ancora maggiore quando quei beni riescono ad avere una seconda vita al servizio della società.
Un edificio recuperato può diventare sede di servizi, associazioni, iniziative sociali o progetti rivolti alla popolazione.
È in questo passaggio che un bene confiscato smette definitivamente di rappresentare il potere della criminalità e diventa invece un segnale concreto della presenza delle istituzioni.
I 700mila euro messi a disposizione dalla Regione Liguria rappresentano quindi non soltanto un investimento sul patrimonio immobiliare, ma anche un investimento sulla cultura della legalità.
Redazione CONTEMAX Magazine
Dr.ssa Sabina Dall’Aglio giornalista

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