La Libertas Cadeo è una realtà sportiva radicata nel territorio, dove l’atletica accompagna giovani e adulti in un percorso di crescita.
Libertas Cadeo: sport e passione
Dal 1971 la società accompagna generazioni di atleti. Martina e Aurora raccontano come una curiosità possa diventare passione, disciplina e desiderio di allenare i più giovani. Il presidente Gabriele Fortunati spiega il lavoro dietro ogni specialità e il limite necessario per seguire bene gli iscritti.
CADEO – Si può iniziare atletica a undici anni per curiosità e scoprire, allenamento dopo allenamento, una passione destinata a durare. Oppure si può arrivare in prima superiore perché alcune amiche già praticano questo sport e sentirsi presto parte di un gruppo. Alla Libertas Cadeo le storie di Martina e Aurora De Micheli raccontano proprio questo: percorsi personali che si intrecciano con la vita della società, con l’impegno degli allenatori e con il sostegno reciproco tra atlete e atleti.
La visita sul campo del Dr. Massimo Granelli ha raccolto le loro testimonianze e quella del presidente Gabriele Fortunati. Ne emerge il ritratto di una realtà sportiva radicata nel territorio, capace di accogliere atleti dai sei anni in su e di offrire, all’interno del Comune, un’ampia varietà di specialità. Una società che conosce anche i propri limiti organizzativi e sceglie di non superare il numero di iscritti che può seguire con attenzione.
Le atlete della Libertas Cadeo raccontano la loro esperienza
Martina Caserta: dodici anni di atletica, dalla curiosità all’insegnamento
Martina ha cominciato a praticare atletica leggera a undici anni. «L’ho provata, l’ho iniziata per curiosità e poi è diventata una passione», racconta. Quello in corso è il suo dodicesimo anno di attività.
Oggi l’allenamento per lei significa anche stare accanto ai ragazzi più giovani, che segue come allenatrice. Una parte del lavoro che apprezza particolarmente, insieme alla possibilità di approfondire le diverse discipline e perfezionare la tecnica. «Mi piace molto perfezionare le tecniche», spiega, raccontando un interesse che nasce dalla pratica e si trasforma in attenzione per i dettagli e per il modo in cui ogni atleta può migliorare.
Martina ricorda di essere arrivata alla Libertas quando era ancora piccola. Nel tempo ha trovato un ambiente che descrive come equilibrato, nel quale nessuno tende a prevalere sugli altri. «È sempre stato un bell’ambiente», dice, attribuendo parte di questo clima all’attenzione degli allenatori, presenti nel seguire il gruppo e le dinamiche tra i ragazzi.
Aurora De Micheli: disciplina e sostegno reciproco
Anche il percorso di Aurora De Micheli è iniziato con la curiosità. Ha cominciato atletica in prima superiore, incoraggiata dal fatto che alcune sue amiche già la praticavano. «Mi incuriosiva, quindi ho iniziato a praticarla anch’io», racconta. Oggi è al quinto o sesto anno di attività.
Tra gli insegnamenti ricevuti, Aurora mette al centro il lavoro di squadra. L’atletica è uno sport in cui ciascuno affronta i propri obiettivi, ma questo non significa essere soli. «Anche se è uno sport abbastanza individuale, ci si dà sempre una mano», osserva. Per lei contano molto i compagni e le compagne: descrive il gruppo come un ambiente in cui ci si sostiene a vicenda.
Accanto al sostegno reciproco c’è la disciplina, che si costruisce con la continuità degli allenamenti e con il rispetto degli impegni. E c’è già un obiettivo per il futuro: «Vorrei allenare i ragazzi». Un desiderio che richiama il percorso di Martina e racconta come, all’interno della società, l’esperienza sportiva possa diventare anche occasione per trasmettere ciò che si è imparato.
Dal 1971, una storia sportiva di Cadeo
La Libertas Cadeo è nata nel 1971. Insieme alla società calcistica del paese, è una delle realtà sportive più longeve del Comune. Gabriele Fortunati, presidente dal 2013, ne ripercorre le origini: il fondatore e primo presidente fu Civardi; in seguito la carica passò a Civelli. Fortunati è il terzo presidente della società.
Oggi ricopre più ruoli: è presidente, istruttore e atleta. Una condizione che gli permette di conoscere la Libertas da prospettive diverse, dalla gestione dell’associazione al lavoro sul campo. E la sua passione per l’atletica non è legata a una particolare fascia d’età: alla domanda su chi possa continuare ad allenarsi, risponde con una battuta che esprime bene lo spirito inclusivo della società: «Se ci viene qualcuno anche più vecchio di me, non lo mandiamo via».
L’attività parte dai bambini delle scuole elementari, intorno ai sei anni. Per loro sono previsti due allenamenti settimanali; dalle scuole medie in avanti, il percorso può proseguire secondo la volontà e gli obiettivi di ciascuno, sia in ambito agonistico sia per chi desidera semplicemente allenarsi.
Dalle corse ai salti: tante specialità restando in paese
Uno dei punti che Fortunati considera più importanti è la possibilità di praticare atletica restando nel proprio Comune. «All’interno del Comune di Cadeo, secondo me questa è una cosa importante», spiega. Le strutture permettono di avvicinarsi a discipline diverse, dai 100 metri piani al salto in alto, fino al salto con l’asta.
La varietà dell’atletica richiede un’organizzazione tecnica articolata. Le corse brevi, il mezzofondo e il fondo, gli ostacoli, i salti e i lanci hanno caratteristiche e necessità differenti. Per questo gli istruttori si dividono i diversi ambiti, così da poter seguire gli atleti in modo più mirato.
Fortunati spiega che, almeno in teoria, uno sport individuale come l’atletica richiederebbe un allenatore per ogni atleta. La società cerca quindi di distribuire le competenze tra le persone disponibili: chi si occupa dei salti, chi dei lanci, chi delle corse brevi, degli ostacoli o delle corse lunghe. Con uno staff composto, a seconda delle disponibilità, da quattro, cinque o sei istruttori, è possibile seguire un numero adeguato di partecipanti.
Il limite degli iscritti per continuare a seguirli bene
Gli atleti sono tra 40 e 50, a seconda delle annate. Superare quota 50, spiega il presidente, non è possibile con le risorse attuali. Alcuni corsi, in determinati orari, sono quindi chiusi a nuove iscrizioni: non per mancanza di interesse, ma perché la società non avrebbe la possibilità di gestire un gruppo più numeroso con la necessaria attenzione.
È un limite che riguarda soprattutto l’equilibrio tra persone, istruttori e discipline. «Bisogna anche sapere quali sono i propri limiti», osserva Fortunati. La scelta degli impianti segue la stessa logica: chiedere strutture più grandi o più sofisticate avrebbe senso solo se ci fossero anche le persone in grado di mantenerle e renderle funzionali.
Il messaggio è concreto: per una società sportiva la crescita non coincide automaticamente con l’aumento degli iscritti o con spazi più ampi. Servono condizioni adeguate per accompagnare gli atleti, organizzare le attività e sostenere nel tempo la gestione degli impianti.
Una risposta senza slogan
Nella parte finale dell’intervista, a Fortunati è stato chiesto quale messaggio rivolgere ai giovani e alle loro famiglie. Il presidente ha preferito non ricorrere a una risposta pronta o a una frase di circostanza: ha spiegato che il tema sarebbe troppo ampio per essere liquidato in poche parole e che non voleva limitarsi a uno slogan.
Una scelta che si accorda con il quadro emerso durante l’incontro. La Libertas Cadeo presenta la propria attività attraverso le persone che la vivono, il lavoro degli istruttori, le specialità disponibili e i vincoli da rispettare. Martina e Aurora raccontano cosa hanno trovato e cosa vorrebbero fare domani; Fortunati descrive la storia della società e le condizioni necessarie per continuare a lavorare bene.
Da una parte c’è la pista, con gli obiettivi individuali e le tecniche da perfezionare. Dall’altra c’è il gruppo, dove ci si aiuta e si cresce insieme. È dentro questo equilibrio che la Libertas Cadeo continua a fare atletica, dal 1971, offrendo ai giovani e alle famiglie del territorio un luogo in cui cominciare, allenarsi e magari, un giorno, diventare a propria volta guide per chi arriverà dopo.
CONTEMAX Magazine continuerà a seguire il percorso della Libertas Cadeo con nuove interviste ad atlete e atleti, per raccontare le loro esperienze, i loro obiettivi e le storie che animano la società.

Per ulteriori informazioni, consulta la scheda della Libertas Cadeo sul sito della Federazione Italiana di Atletica Leggera.
A cura del Dr. Massimo Granelli e Lorenzo Fermi Porcari (dronista ufficiale / fotoreporter)

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