Mercanteinfiera, la grande Storia raccontata attraverso i menù

“Menù storico del 1900 – storia e gastronomia a Mercanteinfiera”.

Dal Titanic alle nozze reali, da Garibaldi a Umberto Nobile: a Parma settanta documenti raccontano oltre due secoli di storia attraverso ciò che veniva servito a tavola

PARMA – Un menù può sembrare soltanto il ricordo di un pranzo, di una cerimonia o di un evento importante. Ma quando attraversa i decenni e sopravvive ai suoi protagonisti può trasformarsi in qualcosa di molto diverso: una vera testimonianza della Storia.

È questa l’idea alla base di “Un mondo di menù”, la mostra collaterale che accompagnerà Mercanteinfiera Autunno, in programma alle Fiere di Parma dal 3 all’11 ottobre 2026.

Una raccolta affascinante di circa settanta pezzi, selezionati tra quattrocento originali, capace di accompagnare il visitatore attraverso oltre due secoli di avvenimenti, costume, diplomazia e cultura gastronomica.

L’ultimo pranzo sul Titanic

Tra i documenti più suggestivi figura uno degli ultimi menù del Titanic, datato 14 aprile 1912, poche ore prima del naufragio.

Un semplice cartoncino che oggi assume un significato straordinario: fotografa uno degli ultimi momenti di normalità a bordo della nave prima della tragedia.

La ristorazione del Titanic aveva raggiunto dimensioni impressionanti. Nella cucina principale lavoravano circa cento persone tra cuochi e addetti, in grado di preparare fino a seimila piatti al giorno per passeggeri ed equipaggio.

Un menù lungo quasi un metro per lo zar Nicola II

Di tutt’altro scenario parla il monumentale menù realizzato per l’incoronazione dello zar Nicola II, celebrata a Mosca il 26 maggio 1896.

Lungo quasi un metro e disegnato dal pittore Viktor Vasnecov, venne collocato sulle tavole dei circa settemila commensali presenti alla celebrazione.

Un documento nato per rappresentare la grandezza e la continuità dell’Impero russo che, osservato oggi, assume un valore ancora più particolare pensando agli sconvolgimenti che pochi decenni dopo avrebbero portato alla fine di quell’impero.

Garibaldi accolto da una folla immensa a Londra

La mostra porta il visitatore anche nella Londra del 21 aprile 1864, attraverso il menù del banchetto organizzato in onore di Giuseppe Garibaldi.

L’arrivo dell’Eroe dei Due Mondi nella capitale britannica suscitò un entusiasmo straordinario, con circa mezzo milione di persone ad attenderlo.

Anche in questo caso un documento nato per accompagnare un banchetto diventa testimonianza del prestigio internazionale raggiunto da uno dei protagonisti del Risorgimento italiano.

Umberto Nobile e il ritorno dal Polo Nord

Particolarmente curioso è il menù del pranzo organizzato il 4 settembre 1926 a Calcinato, presso l’azienda agricola Il Brolo, per celebrare Umberto Nobile e l’equipaggio del dirigibile Norge, reduci dal primo sorvolo accertato del Polo Nord.

Sul cartoncino sono rimaste le firme dei convitati e persino la disposizione dei posti a tavola. Un posto era stato riservato anche a Titina, la celebre cagnolina di Nobile.

La scelta gastronomica appare sorprendentemente moderna: i piatti erano preparati utilizzando prodotti del territorio bresciano, secondo quella che oggi definiremmo una filosofia di filiera corta.

Carlo e Diana: un pranzo entrato nella storia

Tra i pezzi dedicati alle famiglie reali europee compare anche il menù del pranzo offerto a Carlo e Diana alla Guildhall di Londra il 5 novembre 1981, appena tre mesi dopo quello che era stato definito il “matrimonio del secolo”.

Quel giorno assunse un significato ancora maggiore perché, appena due ore prima del pranzo, era stata annunciata pubblicamente la prima gravidanza della principessa del Galles.

Nella raccolta trovano spazio anche testimonianze dei matrimoni di Casa Savoia e delle nozze di William e Kate.

Quando a Parigi nei menù comparivano persino cani e topi

Non tutti i documenti raccontano feste, incoronazioni e grandi ricevimenti.

Un menù parigino dei primi mesi del 1871, durante l’assedio della città da parte delle truppe prussiane, testimonia una realtà drammatica.

Con i rifornimenti interrotti e il razionamento, sulla carta comparivano anche i prezzi di animali come cani e topi. Quando le risorse alimentari tradizionali cominciarono a scarseggiare, alcuni ristoranti arrivarono a utilizzare persino animali provenienti dallo zoo cittadino.

La gastronomia diventa così una lente attraverso la quale osservare anche le pagine più difficili della storia europea.

Dal 1803 fino alla storia contemporanea

Il percorso comprende quello indicato dagli organizzatori come il più antico menù privato conosciuto, relativo al pranzo offerto da Sir H. Williamson nella propria abitazione londinese di Dover Street il 16 marzo 1803.

Si arriva poi fino a testimonianze molto più recenti, come il pranzo offerto da Casa Artusi al presidente Giorgio Napolitano il 7 gennaio 2011 e quello collegato al viaggio di Papa Francesco a Cuba per l’incontro con il patriarca Kirill.

Tra i protagonisti della mostra figura inoltre Barilla, attraverso Academia Barilla e la sua collezione storica di menù.

Quando anche un foglio di carta diventa memoria

“Un mondo di menù” propone quindi un modo insolito di osservare il passato.

Dietro l’elenco delle portate si possono leggere le differenze sociali, il linguaggio diplomatico, le mode, le trasformazioni della cucina e persino i cambiamenti politici e culturali di intere nazioni.

Documenti creati per durare poche ore sono riusciti a superare guerre, rivoluzioni e cambiamenti epocali, arrivando fino a noi come piccole fotografie di un momento preciso.

Ed è forse proprio questo l’aspetto più affascinante dell’esposizione: ricordarci che la grande Storia non vive soltanto nei palazzi, nei monumenti o sui campi di battaglia. A volte può essere custodita anche in un semplice menù rimasto sopra una tavola.

Dr.ssa Sabina Dall’Aglio

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