Vado Ligure, la sicurezza stradale diventa inclusione: al volante senza barriere per garantire autonomia e libertà

Paolo Ripamonti e Marco Damonte Prioli all'evento sulla sicurezza stradale a Vado Ligure.

La sicurezza stradale a Vado Ligure è stata protagonista dell’iniziativa “Metti la sicurezza al volante – Mobilità senza barriere”, promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un appuntamento dedicato alla prevenzione degli incidenti, all’inclusione delle persone con disabilità e al diritto di ogni cittadino a una mobilità sicura e autonoma.

A firma Dr.ssa Sabina Dall’Aglio e Dr. Massimo Granelli – CONTEMAX Magazine

VADO LIGURE (SV), 30 ottobre 2026 – La sicurezza stradale non riguarda soltanto il rispetto delle regole, la prevenzione degli incidenti e la responsabilità degli automobilisti. Significa anche garantire a ogni persona, indipendentemente dalle proprie condizioni fisiche, la possibilità di spostarsi, lavorare, studiare e partecipare alla vita sociale in piena autonomia.

È questo il messaggio emerso dall’iniziativa “Metti la sicurezza al volante – Mobilità senza barriere”, ospitata presso la Motorizzazione Civile di Vado Ligure e promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso la Direzione Generale Territoriale del Nord-Ovest.

Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esperti, associazioni e protagonisti del mondo della mobilità, con un obiettivo comune: costruire una cultura della sicurezza stradale nella quale nessuno debba sentirsi escluso.

Tra i protagonisti dell’incontro, l’assessore regionale alla Sicurezza Paolo Ripamonti, che ha ribadito l’impegno della Regione Liguria nella prevenzione degli incidenti e nella promozione di una mobilità realmente inclusiva.

Sicurezza stradale Vado Ligure: l’impegno dell’assessore Paolo Ripamonti

L’iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione avviato tra Regione Liguria, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, INAIL, Ufficio Scolastico Regionale e Automobile Club d’Italia, a seguito della sottoscrizione di un protocollo d’intesa dedicato alla sicurezza stradale.

Ripamonti ha sottolineato come questa collaborazione debba tradursi in attività concrete di prevenzione, sensibilizzazione e formazione, rivolte a tutte le categorie di utenti della strada.

Particolare attenzione è stata riservata alle persone con disabilità e agli strumenti che consentono loro di conquistare o mantenere un’importante indipendenza nella vita quotidiana.

L’accesso alle patenti speciali, gli adattamenti dei veicoli, le nuove tecnologie e i percorsi di accompagnamento costituiscono elementi fondamentali per rendere effettivo il diritto alla mobilità.

Non si tratta esclusivamente di poter guidare un’automobile, ma della possibilità di raggiungere il posto di lavoro, frequentare un percorso di studi, coltivare relazioni sociali e partecipare attivamente alla comunità.

Mobilità senza barriere: tecnologia, autonomia e dignità della persona

Uno degli aspetti centrali dell’appuntamento ha riguardato proprio il rapporto tra innovazione tecnologica e disabilità.

I sistemi di guida adattata, le modifiche ai comandi dei veicoli e le procedure di valutazione delle capacità di guida possono rappresentare opportunità decisive per chi incontra difficoltà motorie.

Il tema, tuttavia, non è soltanto tecnico.

Dietro ogni patente speciale e ogni veicolo adattato esiste una storia personale, fatta di esigenze quotidiane, aspettative e desiderio di indipendenza.

Per questo motivo, il dialogo tra istituzioni, strutture sanitarie, tecnici e associazioni assume un’importanza particolare: individuare le difficoltà ancora presenti significa poter costruire risposte più efficaci.

La mobilità accessibile diventa così parte integrante di una società che riconosce il valore dell’autonomia individuale.

Piero Provenzano: sicurezza e inclusione sono inseparabili

Sul significato dell’iniziativa è intervenuto anche Piero Provenzano, direttore della Motorizzazione Civile di Genova, richiamando la necessità di considerare sicurezza stradale e mobilità inclusiva come due aspetti strettamente collegati.

Garantire a ogni cittadino la possibilità di muoversi in sicurezza significa infatti superare barriere fisiche, organizzative e culturali.

L’incontro di Vado Ligure rappresenta, in questa prospettiva, un’occasione di confronto tra le diverse realtà coinvolte, con la finalità di favorire una mobilità che metta al centro la persona e la tutela della vita.

Marco Damonte Prioli: prevenzione e formazione per le nuove generazioni

La sicurezza stradale riguarda necessariamente anche l’educazione dei più giovani.

Marco Damonte Prioli, direttore generale dell’Ats Liguria, ha richiamato l’importanza di sensibilizzare le nuove generazioni sulle conseguenze dei comportamenti imprudenti alla guida e sulla necessità di rispettare le regole della circolazione.

La prevenzione, infatti, non può limitarsi agli interventi successivi agli incidenti, ma deve partire dalla costruzione di una maggiore consapevolezza dei rischi.

Sul versante della disabilità, Damonte Prioli ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e cittadini per garantire il diritto alla mobilità autonoma.

Claudio Puppo e ANGLAT: conoscere le opportunità per poter guidare

Un contributo significativo è arrivato da Claudio Puppo, presidente nazionale di ANGLAT, associazione impegnata nella tutela del diritto alla mobilità delle persone con disabilità.

Puppo ha posto l’attenzione sull’importanza dell’informazione e sulla necessità di far conoscere le possibilità offerte dagli attuali sistemi di guida adattata, anche nei casi di disabilità complesse.

Tra gli obiettivi illustrati figurano il miglioramento della formazione delle Commissioni mediche, l’evoluzione delle valutazioni specialistiche attraverso il CSIMA e lo sviluppo di percorsi che prevedano anche il coinvolgimento dei medici fisiatri.

L’obiettivo è favorire valutazioni sempre più accurate delle capacità motorie necessarie alla guida, affinché le persone possano conoscere le proprie possibilità e accedere agli strumenti disponibili.

L’inclusione passa anche attraverso informazioni chiare, procedure accessibili e un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

Vanni Oddera e la Mototerapia: il mondo delle due ruote incontra l’inclusione

Tra le presenze dell’iniziativa anche Vanni Oddera, campione di freestyle motocross e ideatore della Mototerapia.

Il progetto, che utilizza il mondo delle motociclette come esperienza di coinvolgimento e partecipazione, rappresenta un esempio di come la passione per i motori possa incontrare il mondo della disabilità.

La presenza di Oddera ha contribuito ad ampliare il significato della giornata, collegando la sicurezza stradale a un messaggio di inclusione, partecipazione e superamento delle barriere.

 

Il mondo dei motori, spesso associato alla velocità e alla competizione, può diventare anche uno spazio di incontro e condivisione.

Regione Liguria, i prossimi appuntamenti sulla sicurezza stradale

Il percorso istituzionale avviato non si esaurisce con l’appuntamento di Vado Ligure.

Sono già state indicate tre ulteriori iniziative dedicate alla prevenzione e alla formazione:

11 novembre 2026 – Genova: presso la Sala Quadrivium, conferenza “Sicurezza stradale – Azioni, Obiettivi, Soluzioni”, con presentazione del progetto, approfondimento dei dati e confronto con il pubblico e le scuole.

19 novembre 2026 – Orientamenti: attività di sensibilizzazione alla sicurezza stradale presso lo stand ACI.

24 novembre 2026 – Lainate: previsto un corso pratico di guida sicura presso l’autodromo.

Un calendario che punta a unire approfondimento teorico, educazione e formazione pratica.

Una partecipazione istituzionale per costruire una mobilità accessibile

All’evento hanno preso parte numerosi rappresentanti del territorio e delle istituzioni, tra cui la Provincia di Savona, il sindaco di Vado Ligure Fabio Gilardi, il consigliere regionale Alessandro Bozzano e Nadia Dalmasso, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Savona.

La partecipazione di amministrazioni pubbliche, rappresentanti sanitari, associazioni e protagonisti del mondo sportivo testimonia la natura trasversale del tema affrontato.

La sicurezza stradale richiede infatti responsabilità condivise, dalla formazione dei conducenti alla progettazione dei mezzi, dall’accessibilità delle infrastrutture alla diffusione di comportamenti prudenti.

La sicurezza stradale come valore sociale

L’incontro di Vado Ligure porta l’attenzione su una questione che va oltre il codice della strada.

Una mobilità realmente inclusiva non può essere misurata soltanto attraverso il numero di veicoli adattati o le tecnologie disponibili, ma anche dalla capacità di rendere questi strumenti conosciuti, accessibili e concretamente utilizzabili.

Per le persone con disabilità, poter guidare in condizioni di sicurezza può significare raggiungere una maggiore autonomia e ampliare le opportunità personali e professionali.

Allo stesso tempo, la sensibilizzazione dei giovani e la prevenzione degli incidenti rimangono pilastri imprescindibili per tutelare tutti gli utenti della strada.

La sfida è trasformare l’impegno istituzionale in risultati concreti, affinché sicurezza, autonomia e inclusione diventino elementi inseparabili del diritto alla mobilità.

Perché una strada davvero sicura non è soltanto quella sulla quale si riducono i rischi, ma anche quella che offre a tutti la possibilità di percorrerla.

L’evento dedicato alla sicurezza stradale Vado Ligure conferma l’importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini per costruire una mobilità sempre più sicura, accessibile e inclusiva.

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Dr.ssa Sabina Dall’Aglio – Dr. Massimo Granelli

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